Associazione Lodi Liberale

 Valori liberali

Valori liberali

L’Associazione Lodi Liberale si ispira ai valori del liberalismo. Crediamo nell’uguaglianza degli uomini davanti alla legge, ma contestualmente consideriamo la diversità una risorsa e un’opportunità di crescita nel confronto, non un problema. Crediamo che tutti gli individui abbiamo una conoscenza limitata e fallibile, perciò non confidiamo nel governo degli uomini ma nel governo della legge. Crediamo nella pluralità dei valori e che quindi nessuno, neanche lo stato, abbia il potere di imporre i propri valori a nessun altro, ma che ci siano valori minimi, propri della civiltà occidentale, che sono inderogabili... (Carta dei Valori Lodi Liberale)

Il Consiglio direttivo

Associazione Lodi Liberale
LORENZO MAGGI
LORENZO MAGGI
Presidente
JACOPO BOSONI
JACOPO BOSONI
Segretario
STEFANO BOSI
STEFANO BOSI
Consigliere
ANDREA FORTE
ANDREA FORTE
Consigliere
SOFIA MORAMARCO
SOFIA MORAMARCO
Consigliere

Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire

da "L'antico regime e la rivoluzione" - Alexis De Tocqueville (1805-1859)

Ultimi eventi Lodi Liberale

Eventi & News

  • Presentazione libro “L’eutanasia dello Stato” di William Godwin

    Nella serata di LUNEDÌ 15 Aprile alle ore  21:00  presenteremo, in una conferenza virtuale alla quale potrà accedere tramite il seguente link https://us02web.zoom.us/j/82010352149 il libro  “L’eutanasia dello Stato” di William Godwin insieme a: read more

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    Presentazione libro “La scuola dei talenti”

    Nella serata di lunedì 8 aprile alle ore 21:00 presso la Sala Rivolta, via Cavour 66,  in presenteremo il libro “La scuola dei talenti ” insieme a: read more

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  • Presentazione libro “Burocrazia” di Ludwig Von Mises

    Nella serata di LUNEDÌ 01 Aprile alle ore  21:00  presenteremo, in una conferenza virtuale alla quale potrà accedere tramite il seguente link https://us02web.zoom.us/j/88936916030 il libro  “Burocrazia” di Ludwig Von Mises  insieme a: read more

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    Presentazione libro “Pluralismo educativo. Una scelta ancora possibile”

    Nella serata di martedì 26 marzo alle ore 21:00 presso la Sala Rivolta, via Cavour 66,  in collaborazione con l’AGeSC, Associazione Genitori Scuole Cattoliche, in cui presenteremo il libro “Pluralismo educativo. Una scelta ancora possibile” insieme a: read more

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  • Presentazione libro “Lezioni di politica sociale” di Luigi Einaudi

    nella serata di lunedì 18 marzo alle ore 21:00 nell’ambito delle celebrazioni nazionali per i 150 anni della nascita di Luigi Einaudi e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, presenteremo, in una conferenza virtuale alla quale potrà accedere tramite il seguente link https://us02web.zoom.us/j/85680099461  il libro “Lezioni di politica sociale” di Luigi Einaudi insieme a: read more

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    Una difesa libertaria del diritto alla prostituzione

    Venerdì 8 marzo abbiamo presentato, in occasione delle serate dedicate ai classici del pensiero liberale e libertario, “Le gambe della libertà”, di Wendy McElroy. Erano con noi, Giuseppe Cruciani, giornalista e conduttore radiofonico, Greta Mastroianni, dottore di ricerca in Storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi Roma 3 e Aurora Pezzuto, membro del direttivo nazionale dell’Istituto Liberale. Si tratta di un libro che affronta, nel solco degli interessi e delle tematiche che l’Autrice, femminista libertaria canadese, ha fatto proprie, una serie di questioni controverse. Per “questioni controverse” ci riferiamo all’esercizio della prostituzione, oggetto di questo contributo, e all’esercizio della pornografia, nelle trattazioni che sono state compiute dall’Autrice in altre opere. E con l’aggettivo “controverse”, non è lontanamente nostra intenzione esprimere un giudizio morale sullo specifico, cosa che, del resto, non è espressa nemmeno dalla scrittrice, che affronta questi argomenti secondo angoli visuali molto lontani da una visione moralistica.  Dette tematiche, nella trattazione che emerge dalle riflessioni della McElroy, non possono essere riassunte o sintetizzate in maniera laconica, pena l’incomprensione di alcuni scenari che la scrittrice, giornalista ed attivista ha sempre avuto presenti e che ha sempre cercato di manifestare con chiarezza. I fondamenti che Wendy McElroy fa propri, come si diceva, sono quelli del libertarismo, nelle versioni che di esso sono state fornite da Murray Newton Rothbard e David Friedman; e, perciò, una posizione che connette all’individuo la piena ed assoluta proprietà di sé e del proprio corpo, non ammettendo che su di essi abbiano tutela o potestà altre istituzioni sovraindividuali nè che su di essi abbia alcun potere altri se non il singolo nella sua intangibilità. Questo significa, nella pratica, che lo Stato non può, secondo questa prospettiva, impedire il libero esercizio di attività quali la prostituzione o la pornografia in quanto esse si connettono con la libera scelta di chi le pratica. Il sottotitolo di questa raccolta di interventi è, di per sé stesso, indicativo e rivelatore : “Una difesa dei diritti delle prostitute”. Perché un’altra delle tesi “forti” dell’opera è che non si sono mai volute ascoltare, specie da parte del femminismo più tradizionale ed in particolar modo del femminismo radicale di sinistra, le voci e le volontà di buona parte di molte donne che, negli anni e nei contesti che sono stati indagati con dovizia di dettagli, hanno espresso la precisa volontà di praticare la prostituzione. Per i motivi più svariati, con le spiegazioni più varie, ma con un preciso, inequivocabile, fermo intento : esprimere in questo modo la loro autonomia attraverso una libera scelta. Il libro si pone tutta una serie di interrogativi che, davvero, risultano urticanti, quali, per esempio, il fatto che spesso un intento moralistico o un giudizio di valore aprioristico sembra condizionare l’intera legislazione in materia, inibendo o vietando a donne che vogliono prostituirsi il diritto di esercitare una libera scelta sul tipo di attività da intraprendere. O, ancora, il fatto che molti e molte sembrano volersi sostituire, con atteggiamenti paternalistici o comunque coercitivi, alla facoltà decisionale di altri in nome di definizioni morali soggiacenti perlomeno soverchianti. Quando si è fatto cenno al femminismo tradizionale, e quindi ad una visione militante, che connette la prostituzione ad un’espressione palese di patriarchiato maschile e di sfruttamento della condizione femminile per mantenere la donna stessa in una subalternità tale da impedirle il riscatto, l’Autrice si interroga sulla liceità e sulla correttezza di una posizione che, invocando la rimozione di un presunto abominio compiuto ai danni delle donne che devono prostituirsi in virtù della coercizione, di fatto impedisce ad altre di esercitare una professione che hanno scelto consapevolmente e che proseguono liberamente. La McElroy non nega che esistano moltissimi casi di brutale costrizione, ma dalla sua ricerca sociologica emerge che detta costrizione è tanto più presente nelle prostituzione cosidetta “da strada” quanto più la costrizione si fa molto più rara nella prostituzione individuale, quella esercitata lontano dai marciapiedi e gestita in proprio, secondo ritmi ed orari scelti e concordati. Il problema davanti al quale, insomma, l’Autrice vuole mettere di fronte i suoi lettori a costo di scandalizzarli è il fatto che proibendo la prostituzione, o limitandone l’esercizio o penalizzandola attraverso un codice che colpisce chi la pratica e chi ne usufruisce, di fatto si impedisce a molte persone che hanno scelto questo lavoro in libertà e lontane dalle inibizioni di esercitare un proprio diritto all’autodeterminazione. Perché il problema fondamentale che pone Wendy McElroy, e con lei buona parte del pensiero libertario, è stabilire chi detiene il potere su noi stessi, sul nostro corpo, sulle nostre manifestazioni. Nel libro, insomma, ci si interroga se sia lecito impedire a due persone un libero scambio, che non comporta aggressione o danno ai contraenti. E nel libro, soprattutto, ci si interroga se le indubbie problematiche legate all’esercizio della prostituzione non siano meglio affrontate in uno scenario in cui qualsiasi autorità si trae fuori da quelle che sono relazioni di tipo personale, laddove  dette relazioni non comportano coercizioni, aggressioni, violenze, imposizioni. Siamo di fronte, sicuramente, ad una posizione anomala nello scenario che ha affrontato queste tematiche, ma si tratta di una posizione che pone molte riflessioni da compiere e, come tale, va vista come un contributo di sicuro interesse. read more

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