Associazione Lodi Liberale

 Valori liberali

Valori liberali

L’Associazione Lodi Liberale si ispira ai valori del liberalismo. Crediamo nell’uguaglianza degli uomini davanti alla legge, ma contestualmente consideriamo la diversità una risorsa e un’opportunità di crescita nel confronto, non un problema. Crediamo che tutti gli individui abbiamo una conoscenza limitata e fallibile, perciò non confidiamo nel governo degli uomini ma nel governo della legge. Crediamo nella pluralità dei valori e che quindi nessuno, neanche lo stato, abbia il potere di imporre i propri valori a nessun altro, ma che ci siano valori minimi, propri della civiltà occidentale, che sono inderogabili... (Carta dei Valori Lodi Liberale)

Il Consiglio direttivo

Associazione Lodi Liberale
LORENZO MAGGI
LORENZO MAGGI
Presidente
JACOPO BOSONI
JACOPO BOSONI
Segretario
STEFANO BOSI
STEFANO BOSI
Consigliere
ANDREA FORTE
ANDREA FORTE
Consigliere
SOFIA MORAMARCO
SOFIA MORAMARCO
Consigliere

Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire

da "L'antico regime e la rivoluzione" - Alexis De Tocqueville (1805-1859)

Ultimi eventi Lodi Liberale

Eventi & News

  • Le guerre, tentazioni ricorrenti

    Con “Capitalismo di guerra”, Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro offrono una delle analisi più lucide e meno ideologiche del mutamento che sta attraversando l’economia globale. Il libro parte da una constatazione semplice e inquietante: la guerra non è più un evento eccezionale confinato ai fronti militari, ma è rientrata nella nostra quotidianità attraverso le scelte economiche, industriali e regolatorie degli Stati. Non si tratta solo di conflitti armati, ma di guerre economiche, combattute a colpi di dazi, sussidi, controlli sugli investimenti, restrizioni tecnologiche e politiche industriali aggressive. read more

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  • Gaetano Martino, un galantuomo della Prima Repubblica

    Lunedì 29 dicembre, in occasione delle serate dedicate alle personalità e agli statisti liberali, abbiamo presentato “Gaetano Martino. 1900-1967”, di Marcello Saija e Angela Villani. Erano con noi Marcello Saija, professore di Storia delle istituzioni politiche presso l’Università degli Studi di Palermo, Alberta Martino, ingegnere gestionale e Daniele Pasquinucci, professore di Storia delle relazioni internazionali presso l’Università di Siena. Il libro è una biografia accurata e minuziosa del percorso esistenziale, scientifico e politico di Gaetano Martino, uno degli statisti che hanno permesso all’Italia e all’Europa del Secondo Dopoguerra di risorgere dalle macerie del conflitto. Per comprenderne appieno la parabola di vita e di impegno nella vita pubblica del nostro Paese e del nostro continente, va tenuta sempre presente la sua formazione scientifica, che è quella di un medico, di un fisiologo di fama prestato alla politica. La sua provenienza, la prestigiosa famiglia Martino di Messina, fu sicuramente importante, così come lo fu la sua avversione al fascismo da posizioni eminentemente liberali, ma l’intero arco della sua vita fu segnato dai suoi studi medici e dal continuo riferimento alla scienza, che seppero essere il naturale completamento di un’attitudine personale al rigore e alla dirittura morale. L’Italia dell’immediato dopoguerra poté contare, fortunatamente, su figure come quella di Gaetano Martino, uomini, e donne, capaci di caratterizzarsi per l’adesione ai valori della libertà e ad un senso profondo del dovere. In Gaetano Martino queste caratteristiche si uniscono a quelle di un uomo di scienza, in grado di portare la disciplina del suo lavoro all’interno di un contesto come quello dei primi anni della Repubblica. Erano gli anni in cui queste caratteristiche erano quanto mai necessarie, per rifondare e ricostruire una credibilità nella nostra società e a livello internazionale. Perchè in Gaetano Martino le dimensioni dell’azione politica furono rivolte sia verso incarichi chiave nella prima fase della Repubblica – dalla Costituente al seggio parlamentare,dalla vice-presidenza della Camera dei Deputati al Ministero della Pubblica Istruzione, dalla sua significativa presenza come Ministro degli Esteri alle sue importanti prese di posizione nei consessi europei, all’ONU, all’Alleanza Atlantica fino alla preparazione dei Trattati di Roma – sia verso palcoscenici europei – Assemblea Parlamentare Europea di Strasburgo – che internazionali – le discussioni intorno al disarmo tenutesi a Ginevra, il ruolo giocato all’ONU e presso l’alleato statunitense per riaffermare la scelta di campo del Paese. Vennero, di seguito, anche come naturale conseguenza di una sentita convinzione personale e di un’attività svolta negli anni in favore di un progetto europeo unitario che superasse le tragedie della Seconda Guerra Mondiale, le due nomine a Presidente del Parlamento Europeo, dove la sua attività e il suo mandato si caratterizzarono per l’esplicita volontà di dare corso allo sviluppo pieno, in senso politico ed operativo, dell’Unione degli Stati in una concreta, fattiva Europa innanzitutto delle coscienze e quindi del pensiero e delle menti dei singoli componenti. In tal senso, non stupisce il peso e il ruolo che Gaetano Martino, docente e rettore in ben due Università italiane e studioso di rilievo nel suo campo di indagine, intendesse far ricoprire alle istituzioni accademiche e, in genere, alla cultura e all’istruzione per far progredire la consapevolezza dell’importanza di essere europei. Gaetano Martino fu colpito, in maniera improvvisa, da una diagnosi infausta sulla sua salute, ma nonostante la durezza della malattia, seppe coraggiosamente e dignitosamente opporre la sua forza e la sua risolutezza, lavorando fino al termine della sua vita, nel luglio del 1967. Quando si analizzano politici come Gaetano Martino non si può non riconoscere loro lo status di statista, ossia di quel particolare uomo di governo o delle istituzioni che sa andare al di là della contingenza, dei voti nel proprio collegio, del consenso acquisito facilmente mediante tecniche populiste, dell’immediato o del breve periodo per guardare ad una prospettiva più ampia, oltre la propria generazione ed oltre le miserie degli interessi di parte o i giochi chiusi nei propri confini. Gaetano Martino fu uno statista, quindi, con un respiro di ampia portata, sorretto da una visione e confortato dall’ideale liberale, che mai lo abbandonò per fargli da guida, da bussola e da stella polare nei tempi difficili, ma gloriosi che gli toccò di vivere. read more

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  • Presentazione libro Gaetano Martino (1900–1967)

    📖 LUNEDÌ 29 DICEMBRE 2025 – ore 21:00

    Presentazione del libro:

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    Ri-pensare la democrazia liberale, guardando ai suoi modelli

    Con  “Pensare il Buongoverno”, Flavio Felice propone un saggio di teoria politica che si distingue nettamente dal rumore di fondo del dibattito contemporaneo. In un tempo in cui la politica viene spesso ridotta a tecnica del consenso o a gestione dell’emergenza, Felice compie un’operazione controcorrente: riportare il tema del governo entro una riflessione di lungo periodo, fondata sulla tradizione del pensiero occidentale, sul personalismo cristiano e sul liberalismo istituzionale. Il risultato è un libro che non offre soluzioni rapide, ma strumenti concettuali solidi per comprendere che cosa significhi davvero governare bene. read more

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