Capitalismo liberaldemocratico e cristianesimo in Michael Novak

Lunedì 7 febbraio abbiamo presentato, in occasione del ciclo sui classici del pensiero liberale e libertario, il libro di Michael Novak “Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo”. Erano con noi Dario Antiseri, professore emerito di Metodologia delle Scienze sociali presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma, Rocco Buttiglione, professore di Filosofia presso l’Istituto Edith Stein di Granada e Flavio Felice, professore di Storia delle Dottrine politiche presso l’Università degli Studi del Molise.

Questo straordinario libro, uscito in edizione originale nel 1982 ed in edizione italiana nel 1987, ci testimonia , oltre che la formidabile competenza del suo Autore, filosofo e teologo cattolico, anche la possibilità di un accordo, in una precisa epoca storica, segnata dalle personalità di Ronald Reagan e di Giovanni Paolo II (oltre che dalla contemporanea crisi di socialismo e comunismo), un accordo, dicevamo, tra la più matura evoluzione della riflessione cattolica ed il capitalismo e la democrazia. Il libro parte proprio da una constatazione : la pressoché generale condanna del capitalismo come sistema immorale. Ebbene, Novak crede che siano necessari una difesa ed una rivendicazione etica e spirituale del capitalismo liberaldemocratico. Dovendo tratteggiarlo in sintesi, Novak afferma che il capitalismo liberaldemocratico si rivela attraverso la compresenza di tre sistemi in uno: una base economica di libero mercato, un governo rispettoso dei diritti naturali (ergo, limitato) ed un pluralismo culturale liberale.

Ciò che Novak ravvisa ai suoi tempi è una preponderante teologia progressista, che ha però trascurato, come una sorta di peccato originale, il valore fondante e fondamentale della libertà tout court. Ora, analizzando la realtà e la storia, emerge come l’unica incarnazione che cerca di mantenere inviolabile la sfera personale sia il capitalismo. Un capitalismo che va svestito dalle convenzioni, dai pregiudizi e dagli stereotipi, per essere finalmente compreso in una luce nuova, come inclinazione al rischio, all’esperimento e all’avventura. Novak ha ben chiaro i macroscopici danni creati dal socialismo e dal suo impulso alla sicurezza, mentre non cessa di sottolineare i benefici generali e personali della libertà economica. Il capitalismo democratico non è il Paradiso terrestre, ma è il sistema che spinge ad essere creativi, al progresso, alla libertà, al benessere, alla felicità, al merito, alla competizione benefica. La prospettiva tutelata dall’ordine capitalistico non è, soltanto, quella individuale, ma anche quella comunitaria nel suo senso volontario, e, cioè, primariamente la famiglia, vero argine allo Stato onnipotente. L’opera si avvale anche di una condanna senza appello della teologia della liberazione di ispirazione marxista. Essa pecca di irrealta’, di anti-umanesimo, di clamorosa ignoranza economica, ma soprattutto è una visione – nella definizione più eminentemente teologica della questione – clamorosamente fallace all’interno della riflessione cattolica, ossia ammette come compatibili i piani della morale cattolica con quelli socialisti, o, financo, comunisti.

È di grande suggestione il modo con il quale si chiude quest’opera a suo modo epocale : la modalità della creazione divina è improntata al rispetto per la libertà umana ed, allo stesso modo, è possibile ravvisarne le tracce concrete non certo nei regimi socialisti e comunisti, imposti con la forza, ma nel capitalismo liberaldemocratico ad economia di mercato.

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