I nuovi scenari geopolitici globali
Il titolo del libro di Gianni Vernetti, libro che abbiamo presentato a Lodi Liberale nella serata del 2 marzo , richiama volutamente il celebre studio di Peter Hopkirk, “Il Grande Gioco”, dedicato alla competizione geopolitica tra l’Impero britannico e quello russo nell’Asia centrale dell’Ottocento. Vernetti riprende quella formula storica per descrivere una nuova stagione di rivalità tra potenze, in cui la dimensione geografica e strategica dell’Eurasia torna a essere decisiva. “Il nuovo Grande Gioco” non è la replica di quello ottocentesco, ma un confronto più complesso tra modelli politici, potenze regionali e interessi globali.
Il libro nasce da un lungo viaggio compiuto dall’autore attraverso alcune delle aree più sensibili del sistema internazionale contemporaneo. Vernetti attraversa regioni che negli ultimi anni sono tornate al centro della geopolitica mondiale: dall’Asia centrale al Caucaso, dal Medio Oriente all’Indo-Pacifico. Questo itinerario non ha soltanto valore narrativo, ma diventa il filo conduttore dell’analisi. Ogni tappa del viaggio permette di osservare come si ridefiniscano gli equilibri tra Stati, come si intreccino interessi energetici e rotte commerciali, e come si manifesti la competizione tra democrazie e potenze autoritarie.
La prospettiva dell’autore è quella di chi ha conosciuto direttamente la politica internazionale. Già parlamentare e sottosegretario agli Esteri, Vernetti osserva le trasformazioni dell’ordine globale con uno sguardo che unisce esperienza diplomatica e curiosità analitica. Il risultato è un libro che alterna reportage, ricostruzione storica e riflessione strategica, mantenendo sempre al centro il rapporto tra geografia e potere.
L’idea di fondo è che la fase inaugurata dopo la fine della Guerra fredda sia ormai conclusa. Per molti anni si è pensato che la globalizzazione economica avrebbe progressivamente attenuato le rivalità geopolitiche, favorendo una convergenza tra sistemi diversi. Gli eventi degli ultimi anni – dalla crescente assertività della Cina alla guerra russa contro l’Ucraina – hanno dimostrato il contrario. Il mondo sta entrando in una nuova stagione di competizione tra potenze, nella quale il controllo delle infrastrutture, delle risorse energetiche e delle rotte commerciali torna ad assumere un’importanza centrale.
In questo quadro, Vernetti individua alcuni protagonisti fondamentali del nuovo confronto strategico. La Russia rappresenta l’esempio più evidente di potenza revisionista, determinata a ridisegnare con la forza i confini dell’ordine europeo. La Cina, invece, agisce con strumenti più complessi: espansione economica, investimenti infrastrutturali, influenza tecnologica. Il progetto della “Belt and Road Initiative diventa uno degli strumenti attraverso cui Pechino cerca di costruire una propria sfera di influenza lungo le grandi direttrici eurasiatiche.
Il viaggio dell’autore mostra come queste dinamiche non restino astratte, ma si traducano in scelte concrete per molti Paesi situati tra Europa e Asia. Stati dell’Asia centrale, del Caucaso o del Medio Oriente si trovano spesso a navigare tra potenze concorrenti, cercando di mantenere margini di autonomia in un contesto sempre più competitivo. In questo senso il “Grande Gioco” contemporaneo è più frammentato di quello ottocentesco, ma non meno decisivo.
Una parte significativa del libro è dedicata anche al ruolo dell’Europa. Vernetti sostiene che il continente non possa più permettersi di restare spettatore delle trasformazioni geopolitiche in corso. Per molti anni l’Unione europea ha potuto concentrarsi soprattutto sull’integrazione economica, contando sulla protezione strategica garantita dall’alleanza atlantica. Oggi, tuttavia, la competizione globale richiede una maggiore consapevolezza politica e strategica.
Da questo punto di vista, il libro assume una posizione chiaramente atlantista. La cooperazione tra Europa e Stati Uniti rimane, per Vernetti, il principale pilastro della stabilità internazionale. La difesa dell’Ucraina, in questa prospettiva, non è soltanto una questione regionale, ma una prova della capacità dell’Occidente di difendere i principi fondamentali dell’ordine internazionale: sovranità degli Stati, rispetto delle frontiere, rifiuto della guerra di aggressione.
Il merito principale del libro sta proprio nella capacità di collegare osservazione diretta e riflessione strategica. Il viaggio diventa lo strumento attraverso cui leggere un mondo che sta cambiando rapidamente, e in cui la dimensione geopolitica torna a imporsi con forza. Vernetti invita il lettore a guardare oltre le illusioni della stabilità post-guerra fredda e a riconoscere che la competizione tra potenze è tornata al centro della politica internazionale.
“Il nuovo Grande Gioco è dunque un libro che combina racconto e analisi per restituire al lettore italiano una consapevolezza spesso assente nel dibattito pubblico: la libertà e la sicurezza delle società democratiche dipendono anche dagli equilibri geopolitici che si costruiscono oltre i loro confini. In un’epoca in cui l’ordine internazionale appare sempre più incerto, comprendere queste dinamiche non è soltanto un esercizio accademico, ma una necessità politica.
