Per una nuova destra è l’ultimo libro pubblicato da Daniele Capezzone, per Piemme, nel 2021.
Come il suo autore, il libro rispecchia le speranze che l’avvento di una “nuova destra”, fondata su principi liberali (e con qualche sfumatura libertari) possa essere l’attore principale nella prossima politica italiana, in grado di risollevare la penisola dallo sfascio. Il principio cardine di questo nuovo (o rinnovato) partito dovrà però essere uno ed insostituibile: meno tasse.
In generale il libro potrebbe rappresentare un manifesto programmatico per i tre leader della coalizione di centrodestra (Salvini, Meloni e Berlusconi) negli obiettivi e nell’ideologia da perseguire, in modo da attrarre l’elettorato, sollevare l’Italia e promuovere la libertà del cittadino.
Il primo passo sarà però il più difficile: abbandonare quella necessità di Stato e riappropriarsi della libertà individuale, ispirandosi agli Stati Uniti d’America. Insomma, tutto il contrario di ciò che abbiamo fatto a cominciare dal periodo della pandemia.
La figura esemplare a cui si richiama Capezzone, che incarna la virtù di libertà individuale, è Clint Eastwood: un “individuo sovrano” che può ergersi a guida ed esempio per gli altri, senza avere nessuna presunzione di imporre uno stile di vita uguale per tutti o indicare i comportamenti virtuosi da inseguire in società.
Rifacendosi poi agli autori del Liberalismo Classico della Scuola austriaca, Capezzone spera che questa nuova destra abbandoni la cultura iper-scientista di oggi, questo rozzo positivismo che non ammette la possibilità di fallimento dell’uomo, e che farà di tutto per regolarne i comportamenti.
Capezzone lamenta il fatto di trovarsi in una società ormai completamente statalista e collettivista, in cui il bene della società in ogni scelta politica e in materia di diritti civili, viene anteposta a qualsiasi interesse e libertà individuale.
Il primo passo per riappropriarsi un pezzo di libertà individuale sarà quindi il taglio delle tasse, primo e più importante obiettivo che deve fissarsi la “nuova destra”. Esso apporterà reali benefici alle aziende e ai cittadini oppressi e perseguitati dal fisco. L’ispiratore di questa politica dovrà essere Grover Norquist con il suo Americans for Tax Reform.
In politica estera, l’Italia dovrà prendere una posizione fortemente atlantista, provando a contrastare l’avanzata cinese (anche qui tutto il contrario da ciò che si è fatto negli ultimi anni, vedi il Memorandum of Understanding firmato da di Maio nel 2019).
Le prime riforme costituzionali invece dovrebbero abbracciare il federalismo ed il presidenzialismo. A detta di Capezzone, eleggere direttamente il Capo dello Stato porterebbe enormi benefici per la stabilità politica nazionale.
In sintesi, questa nuova destra, dovrebbe incarnare quello che in America è il Republican Party. Al suo interno sarebbero presenti diverse (e non contrapposte o antagoniste) sfumature ideologiche, e l’elezione del leader del partito dovrebbe avvenire tramite lunghe e spettacolari primarie, proprio all’americana.

