Cavour e la nascita del Regno d’Italia

Lunedì 31 gennaio 2022 abbiamo presentato, nell’ambito delle serate dedicate alle biografie di personalità politiche liberali, il libro di Rosario Romeo “Vita di Cavour”. Erano con noi Guido Pescosolido, professore emerito di Storia moderna presso l’Università La Sapienza di Roma, Roberto Pertici, professore di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Bergamo e Roberto Balzani, professore di Storia contemporanea presso l’Università di Bologna.

Il volume che è stato presentato è la sintesi che Rosario Romeo fece della sua biografia di Camillo Benso, conte di Cavour, in tre volumi e complessivi quattro tomi, ancora oggi un punto di riferimento per la ricostruzione della figura e dell’opera dello statista piemontese. Non ci soffermarmi sulle molte questioni storiche e storiografiche che si dipartono dalle modalità con le quali viene ricostruita la complessa e compressa vicenda di Cavour, sui molti e spesso confliggenti significati da dare alla sua parabola non solo esistenziale, ma politica. Non dimentichiamo che Cavour è stato il primo primo ministro dell’Italia unita, che egli vide proclamata dal marzo 1861 fino alla sua prematura scomparsa nell’agosto dello stesso anno, e non dimentichiamo che risulta davvero difficile sottostimare il suo ruolo nelle vicende che portarono all’unificazione italiana. Parimenti, sospendiamo, in questa sede, il giudizio su quelle vicende e concentriamoci piuttosto su questa sintesi del grande lavoro che Romeo riuscì a portare a termine su Cavour. È essa stessa, questa sintesi, un lavoro chiaro, scorrevole e coinvolgente, capace di fornire esaustivamente il senso è il filo di un profilo biografico, teorico, politico e diplomatico.

Si sente, nel libro che abbiamo voluto proporre anche in omaggio al grande prestigio dello storico che lo ha compilato, con la maestria, come detto, che gli è sempre stata riconosciuta dal mondo accademico, si sente, si diceva, l’afflato dell’ammirazione, un’ammirazione, tuttavia, che non ne condiziona l’equilibrio. Romeo ha saputo scavare nelle carte di e su Cavour con brillantezza e con profondità, donandoci il profilo di un uomo sicuramente dal grande carisma, dalla propensione al comando non sempre facile da accettare (soprattutto in un’epoca ed in una contingenza non certo manchevoli di personalità carismatiche), dai tratti anche umanissimi estremamente interessanti, ma animato da una volontà ferrea e da un pensiero quasi ossessivo : il compimento dell’unificazione nazionale.

Nelle pagine di Romeo troviamo non solo il Cavour abile ed intelligente statista, ma anche l’intellettuale dalla considerevole formazione, il sostenitore del libero mercato e di una politica antiprotezionistica, il rigoroso amministrato finanziario, il capace e intuitivo imprenditore oltre che il grande gestore della proprietà agricola personale. Un uomo che  forse presentendo la scomparsa relativamente giovane per età, ha contraddistinto la sua vita con un attivismo frenetico in tutti i campi in cui si è trovato, sia in pubblico che in privato. Un uomo che ha raggiunto i suoi obiettivi e che ha portato a termine le finalità che si era prefisso. Pensiamo che sia un giudizio profondamente antistorico quello che connette gli indubbi guasti successivi all’unificazione alla personalità di Cavour che, come anticipavamo, non ha potuto assistere se non per pochi mesi, e per di più malato, al Regno d’Italia in fieri; nessuno può dire a cosa avrebbe portato una gestione del processo da parte del Conte, così come nessuno può dire se il Conte di Cavour, pur vivo, l’avrebbe gestita.

Ciò che è certo, pur con gli sviluppi che necessariamente le future ricerche storiografiche faranno emergere, è la straordinarietà e l’internazionalita’ dello spessore di questo protagonista della storia del Risorgimento italiano, tanto abile nelle alleanze e nella diplomazia quanto, forse, non adeguatamente considerato nella nazione che ha contribuito così tanto ad unificare. Il miglior viatico per la conoscenza di questa personalità ricchissima, multiforme e dotata di realismo ed acume come pochi altri negli oltre centocinquant’anni di storia patria è sicuramente questo libro, che consigliamo nella sua forma sintetizzata come pure nella forma del grande affresco in più volumi.

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