I vizi non sono crimini: la lezione di Lysander Spooner

Lunedì 20 dicembre 2021 abbiamo presentato, nell’ambito degli incontri dedicati alla formazione degli avvocati e nel contesto del ciclo dedicato ai classici del pensiero liberale e libertario, il pamphlet di Lysander Spooner “I vizi non sono crimini”. Erano con noi Roberto Festa, professore di Logica e Filosofia della Scienza presso l’Università di Trieste, Carlo Alberto Carnevale Maffe’, professore di Strategy e di Entrapreneurship presso la Bocconi SDA School of Management e Giuseppe Bottani, avvocato ed ex presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lodi.

Presentare questo testo e questo Autore, sicuramente non uso ad essere frequentato ed offerto molte volte, significa riflettere su alcuni punti non facili. Lysander Spooner, infatti, fu una di quelle figure davvero border line, un uomo che per tutta la sua vita lottò ostinatamente e pervicacemente, con tutte le sue forze, in nome dei suoi principi, che, poi, possono essere condensati nella difesa intransigente di ogni forma di libertà individuale, da lui assunta come un diritto naturale ed inalienabile. Spooner lottò contro le istituzioni, il governo, lo stato e perse quasi sempre. Ottenne che anche i non laureati in giurisprudenza, pur se abilitati con tre anni di praticantato, potessero esercitare la professione. Fu costretto a chiudere un’attività (un servizio privato di consegna della posta) dalle autorità monopoliste e fu avversato per tutta la sua vita per la sua posizione abolizionista e per il suo sostegno durante le cause a coloro che erano accusati di aver favorito la fuga di schiavi. Nel piccolo, ma densissimo testo presentato pose la significativa e per certi versi illuminante distinzioni fra crimini, cioè azioni intenzionalmente orientate a violare o danneggiare la persona o la proprietà o la libertà altrui, e vizi, vale a dire azioni che danneggiano solo chi le compie e non hanno riverberi sugli altri (o se li hanno, li hanno su consenzienti). Pertanto, nella sua visione, non ci può essere crimine senza intenzione criminale né si configura un crimine nell’ambito del vizio personale. Quell’istituzione che si intromette nell’ambito della sanzione del vizio, compie di fatto un gravissimo abuso, che possiamo definire una tirannide che non riconosce i diritti individuali e naturali. Se non si lascia al singolo la definizione personale di vizio e virtù, di fatto si annichilisce la facoltà tutta umana e tutta naturale di decidere se e come perseguire la propria felicità.

Questo scritto ci insegna che non si può usare la forza della legge o il monopolio della violenza per impedire comportamenti che non hanno nulla di violento contro gli altri. Con questa impostazione, Spooner ha voluto porsi come un esplicito avversario di quella prospettiva che vuole “proteggerci da noi stessi”, e quindi ha voluto farci rilevare i rischi per la libertà umana del paternalismo dall’alto.

La sua preoccupazione è di farci costantemente presente il nostro (ampio) dominio come pure quella di rendere l’individuo sempre conscio dei suoi diritti naturali. Nella sua vita e nei suoi scritti ha costantemente difeso la deregolamentazione in materia economica, come pure l’importanza fondamentale della concorrenza. Nel solco di Locke fu un convinto giusnaturalista e nel solco dei Padri Fondatori e dello spirito della Dichiarazione di Indipendenza del 1776 parteggio’ per le ragioni degli Stati più che per quelle dell’Unione. Per lui nessun individuo poteva essere coartato ad entrare in istituzioni nelle quali non si riconosceva, né gli potevano essere esporti beni o proprietà da terzi in quanto questi beni e queste proprietà sono dirette promanazioni naturali dell’individualità stessa. Solo gli individui possono decidere su se stessi come organo supremo legislativo e solo agli individui deve essere sempre lasciata la facoltà sia di recedere che di accedere alle comunità.

Questo pensatore fondamentalmente anarchico influenzerà gli sviluppi del libertarismo e sarà tenuto presente da tutti coloro che, a partire da Rothbard (ma non solo) rilanciarono le ragioni ed i diritti della libertà individuale nell’America del secondo dopoguerra. Leggere Spooner può risultare urticante per molti, di sicuro è un’esperienza altamente istruttiva.

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