Lunedì 10 giugno 2024, Lodi Liberale presenta il libro di Ferdinando Cionti e Dario Fertilio: “Liberare la giustizia”. Presenti, con gli autori, Maurizio Romanelli (F.F. Procuratore di Lodi) e Angela Maria Odescalchi (Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lodi).
Cionti è avvocato e giurista, docente universitario di diritto industriale alla Bicocca di Milano. Fertilio è giornalista e scrittore, docente universitario di comunicazione alla Statale di Milano.
Liberare la giustizia? Da chi e da che cosa? Da una oligarchia che la incatena, il cosiddetto partito dei giudici. La sovranità appartiene al popolo, secondo la Costituzione, e non a una corporazione giudiziaria come l’attuale.
Liberare anche il Ministero della Giustizia: finché ci sono centinaia di magistrati a spese dei contribuenti nel ministero della giustizia, ne condizionano le scelte; ma queste devono spettare al Ministro competente.
Fertilio e Cionti sostengono la separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri. Ma non serve se non è accompagnata anche dalla abolizione della Associazione Nazionale Magistrati (ANM), un sindacato (? ? ?) di magistrati.
E l’ANM tiene in pugno il Consiglio Superiore della Magistratura facendo politica e decidendo le carriere.
Ci vorrebbe l’elezione popolare dei giudici monocratici, attuando l’articolo 106 della Costituzione. Ci vorrebbe una vera responsabilità civile dei magistrati che commettono errori; fu decisa in un referendum, ma poi aggirata. Una volta liberata dalle catene, la giustizia potrà diventare davvero il terzo potere dello Stato, pienamente indipendente dagli altri due, e una garanzia reale per tutti.
Questo libro mette in discussione l’attuale oligarchia della magistratura.
Non hanno peli sulla lingua, gli autori; denunciano un intreccio perverso con un tipo particolare di giudice: quello comunista. Di marxismo non solo simbolico: la verità processuale deve coincidere con la verità del partito. Ricordano che Gramsci predicava l’occupazione delle “casematte” del potere politico e culturale. Togliatti ha messo in pratica quella strategia (come ministro della giustizia) attuando l’occupazione dei gangli vitali dello Stato. Venivano chiamati “togliattini” i nominati senza concorso, fino a Enrico Berlinguer alla guida del PCI. Hanno creato nientemeno che un “sindacato”: politico di fatto. Attraverso il sindacato hanno ottenuto il controllo del Consiglio Superiore della Magistratura, decisivo nella assegnazione delle nomine e degli uffici. I PM e i Sostituti sono equiparati ai giudici, impedendo così la dinamica del processo, nel quale dovrebbero esistere parti tra loro contrapposte. La giurisdizione, anziché esercitata dalla “Giuria”, viene esercitata da funzionari quali i PM: un arbitrio privo di legittimazione democratica. Viene adottata la “pesca a strascico” (esclusa dalla Cassazione nel 1999); indagini non sulla base di una notizia di reato, ma al fine di acquisirla: indagini a tappeto in forma indiscriminata, per “ipotetici” reati. Il PM Di Pietro, invece di procedere per il reato querelato, intercettava “tante cose interessanti” su Mario Chiesa. Poteva farlo ? Fu arrestato ? Fu cacciato ? O divenne eroe nazionale ?
Il libro riporta dati inconfutabili e fatti di “assalti arbitrari”: la “nocività” dell’Olona; il sequestro dell’olio di colza e l’arresto del produttore; riapertura e riassunzione alla Fargas sommersa di debiti; svuotamento del valore della proprietà (canoni sociali, carichi fiscali, patrimoniali mascherate); processi finiti nel nulla, ma con danni incalcolabili. Il caso Enzo Tortora non ha fermato “confessioni”, “pentiti”… testimonianze infondate … spuntate come funghi.
Un potere incontrollato che ha dato il peggio di sé ai tempi di “mani pulite”, usurpando il ruolo del Parlamento. Il termine “Liberare” del libro non mette in discussione l’indipendenza, ma vuole ricondurre la giustizia alla sua vera essenza. Nelle ultime righe: … nel sistema giudiziario italiano occorre una sua riforma, non una rivoluzione. Perché l’unica rivoluzione di fatto, dagli esiti funesti, sarebbe quella di conservare, come attualmente succede, le prerogative di una giustizia comunista.
Cose incredibili, ma vere. Da leggere.
