Il denaro come elemento centrale della società

Lunedì 12 aprile 2021, durante il nostro centoventicinquesimo evento, abbiamo presentato il libro “Dal Sesterzio al Bitcoin. Vecchie e nuove dimensioni del denaro” insieme ad Angelo Miglietta (Professore di Economia e Marketing per gli Eventi Culturali presso l’Università IULM di Milano), Maria Pia Paganelli (Professore di Economia alla Trinity University di San Antonio) e Ferdinando Ametrano (Direttore Scientifico del Crypto Asset Lab dell’Università Bicocca di Milano). Il volume è composto da numerosi saggi di storia e teoria monetaria a firma di vari autori.

Nel primo capitolo si spiega perché Tommaso D’Aquino, secondo i principi cristiani e cattolici, avrebbe approvato l’utilizzo di Bitcoin se questo fosse stato inventato ai suoi tempi. È curioso notare come Tommaso elencasse già le funzioni del denaro, anticipando Hayek di numerosi secoli: mezzo di scambio, unità di misura e bene rifugio (ovvero riserva di valore). Sono tante le nozioni che si possono apprendere dal capitolo, fra cui alcune curiosità, come il fatto che già in epoca medioevale, con Nicola Oresme, l’intervento dell’autorità (del “principe”) sulla moneta – ad esempio imponendo limitazioni alla circolazione di moneta estera – fosse visto come deprecabile e ignobile. In età rinascimentale poi, Copernico additava la svalutazione della moneta come uno dei 4 flagelli che affliggono i regni, mentre Juan De Mariana la paragonava al furto del raccolto nel granaio.

Nel capitolo successivo, ad opera di Maria Pia Paganelli, si riscopre un David Hume economista più che filosofo. Hume, infatti, criticò duramente debito ed emissione di moneta non convertibile (a riserva frazionaria) e ne evidenziò le negatività: la spesa del governo implica aumento del circolante, quindi svalutazione della moneta e – in quei tempi in cui era ancorata a una quantità di metallo sottostante – migrazione di oro e argento fuori dal paese. L’instabilità sociale derivata da debito ed emissione di moneta può perfino sfociare in derive autoritarie e condizioni d’oppressione per la maggior parte della popolazione.

Il terzo capitolo, a firma di Alberto Mingardi, parla di free banking, ovvero di un sistema di libero mercato in cui non c’è un controllo da parte di un’autorità monetaria dell’offerta di moneta, che viene quindi lasciata alle banche private. Kurt Schuler identificò circa 60 episodi di free banking nel mondo, fra cui l’esempio scozzese fra il 1716 e il 1845. Per evitare frodi bancarie non serve il controllo pubblico, dato che il falsario principale che ha abusato della fiducia dell’umanità è il governo, non il privato. Le banche centrali non risolvono un problema di mercato, ma sono nate per risolvere il problema dell’indebitamento dei sovrani e per finanziare la guerra. L’intervento dell’autorità ha anche conseguenze redistributive: alterando il valore della moneta, si alterano tutte le relazioni connesse alla proprietà.

Il capitolo seguente di Hans L. Eicholz è incentrato sul problema dell’iperinflazione e i suoi effetti psicologici e sociali sulla popolazione. La Germania di Weimar è presa a modello di un sistema in cui, a causa delle politiche monetarie, la vita viene stravolta: la programmazione di qualsiasi iniziativa economica è una corsa contro il tempo e ogni attività quotidiana diventa una lotta per la sopravvivenza. La frustrazione e le ripercussioni psicologiche sulla popolazione sono uno dei costi non direttamente incalcolabili da un punto di vista economico, ma con impatti critici sulla società. L’intera coordinazione della società nel suo complesso viene meno e ne risulta demolita, lasciando spazio a quelle nuove identità e fazioni “tribali” che hanno permesso al Terzo Reich di Hitler di imporsi.

Prima di tornare ai Bitcoin, l’ultimo capitolo di Geoffrey Wood si concentra sulle banche centrali. Seppure non siano nate dai governi, queste ne hanno progressivamente ottenuto privilegi, come la Banca d’Inghilterra, nata nel 1694, che ottenne il monopolio di emissione della moneta nel 1844. Seppur fosse nata per emettere debito e finanziare la guerra, per anni, se non secoli, funzionò senza distorcere le dinamiche di mercato: non vi erano strutture di bilancio imposte alle banche commerciali, mai furono utilizzati soldi dei contribuenti per “salvare” banche in procinto di fallire e raramente fu finanziato il governo con acquisti di debito pubblico. Inoltre, l’ancoraggio della moneta alle riserve metalliche non venne mai sospeso, se non per emergenze in caso di grave guerra. Questo equilibrio si ruppe con la deriva del ‘900: a partire dalla Grande Guerra, tutte le grandi potenze sospesero il Gold Standard e le banche centrali persero l’indipendenza dai governi, con conseguenze pessime in termini di debito, corruzione e distorsioni nei mercati.

Il filo conduttore di tutti i capitoli viene infine ripreso da Ferdinando Ametrano, che ci introduce al Bitcoin: moneta indipendente da qualsiasi autorità, non inflazionabile, a emissione privata in libera concorrenza, inconfiscabile e adeguata al mondo digitale, senza barriere geografiche e di giurisdizione. Più che come moneta, il Bitcoin viene presentato come una commodity ovvero un asset, un bene o una merce che sia l’equivalente digitale dell’oro. La storia monetaria ci ha condotto alla moneta fiat, un monopolio governativo che, come tutti i monopoli, rappresenta un pessimo prodotto. Una riserva di valore come il Bitcoin, vero e proprio oro digitale che non può essere fermato dai governi, può costituire una svolta epocale nel mondo dell’economia e della finanza. Garantisce infatti la digitalizzazione dello strumento monetario, senza tuttavia incorrere nei rischi illiberali di una società senza contante in cui la moneta digitale sarebbe prerogativa delle banche centrali, con eventuali conseguenze critiche in termini di giustizia sociale – per via dell’inflazione – e che fornirebbe un’arma terribile ai regimi autoritari, come la possibilità di censurare tutte le transazioni e attività finanziarie.

Insomma un libro da leggere per conoscere meglio uno strumento fondamentale della società, la moneta, in tutte le sue innumerevoli sfaccettature.

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