Lo scorso 16 aprile abbiamo presentato il libro di Enrico Colombatto “L’economia che serve” insieme all’autore (Professore di Politica Economica all’Università degli Studi di Torino) e a Valerio Tavormina (Professore Onorario di Diritto Processuale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano). Inserire il volume nell’angusta e per certi versi ingenerosa categoria della manualistica di settore significherebbe fare un torto alla ricchezza di un contributo che è ben altro. Enrico Colombatto è, lo ricordiamo, un esponente di prestigio internazionale, un ordinario di politica economica all’Università di Torino, ma è soprattutto un analista che segue l’impostazione metodologica della Scuola Austriaca di economia. Vale a dire, un indirizzo teorico con una grande storia, dalla fecondità continuamente rinnovata lungo tutto il corso della sua ultracentenaria tradizione.
Come è stato acutamente fatto notare durante la serata, il libro potrebbe rientrare piuttosto nella categoria dei “Principia”, ossia in quel tipo di contributi che vogliono mettere in evidenza i fondamenti della materia, per mostrarne lo sviluppo e la precisazione corretta delle basi ineludibili. La comprensione del percorso attraverso il quale l’Autore conduce il lettore, con le sue tappe e le sue esemplificazioni, può gettare una luce su una disciplina troppo spesso affrontata senza la necessaria serietà e senza gli strumenti adeguati. E lo può fare senza ricorrere a un linguaggio astruso, iniziatico o volutamente criptico, ma attraverso una prosa asciutta, lineare, rigorosa.
La via espositiva parte da un capitolo iniziale improntato a far capire quanto sia necessario una metodologia, e già in questa fase è possibile rilevare quelle posizioni di ascendenza austriaca che, insieme alle intuizioni originali dell’Autore, formano l’ossatura e la sostanza del contributo. Fra gli aspetti che più colpiscono, da rilevare il continuo richiamo a un atteggiamento di equilibrio, teso a non peccare di presunzione intellettuale, di tracotanza e di pretese onnicomprensive, per fare propria, piuttosto, la consapevolezza della ricchezza inesauribile della realtà e della impossibilità dell’intelletto umano di contenerne la vastità. L’uomo, tuttavia, è perennemente in ricerca e la sua cifra è la dinamica dei rapporti, non la stagnazione o la cristallizzazione. Avere ben chiara cos’è precisamente l’economia e cosa non è, comprendere che non è una scienza esatta, che gli uomini, tutti gli uomini, compresi gli economisti e i politici, sono fallibili e quindi devono essere aperti, sapere che solo gli individui esistono e che gli enti collettivi sono pure astrazioni, intendere lucidamente pertanto che la distinzione tra una macroeconomia e una microeconomia è fittizia, in quanto è solo la seconda ad esistere, ebbene, aver chiare e distinte queste nozioni preliminari rappresenta già un avanzamento rispetto al comune modo di intendere il profondo significato di questa materia vitale.
Di seguito, vengono indagati e chiariti il comportamento dei consumatori (teoria della domanda e misurazione della felicità), le fasi del mondo della produzione e della crescita (funzione di produzione, nuovi fattori, impresa, proprietari, istituzioni e contesto, libero mercato e prezzi), la teoria dei costi e le curve dell’offerta (ossia il rapporto che si crea far consumatori e produttori).
I capitoli successivi sono dedicati alla concorrenza (cioè a un pilastro ineludibile, nella sua corretta accezione e nel suo adeguato svolgimento, di un mercato a favore dei consumatori) e ai suoi nemici; all’intervento del settore pubblico, attraverso le imposte e la regolamentazione, ma anche attraverso la moneta e il credito; il commercio internazionale (vale a dire le interazioni commerciali tra i vari Paesi) come pure i tassi di cambio.
Il libro si conclude con uno sguardo su una prospettiva di lungo periodo, cioè la riflessione intorno alla crescita, alla povertà e alla crisi.
È indubbio che questo libro possa servire per il neofita che intende accostarsi a una tematica così importante come l’economia, e che questo accostamento possa essere utilmente compiuto attraverso un strumentazione interpretativa di grande valore. Tuttavia, questo non è il solo merito di questo lavoro, che si caratterizza anche per la perentoria lontananza dalle posizioni sostenute con quasi unanime coralità dalla maggioranza delle posizioni presenti nel dibattito e, quindi, nella manualistica attualmente “ortodossa“. Inoltre, in queste pagine, si può trovare quella freschezza che è data dalla linearità, dalla semplicità e dalla logica che derivano da un’osservazione puntuale, da una coerenza rigorosa, da un ordine mentale che non pretende, tuttavia, di sovrapporsi o di esondare dalla fattualità.
Lo consigliamo, dunque, certi che, qualora non si sia esperti di economia, non si possa al contempo avere guida migliore per affrontarla, e sicuri che, anche a coloro che ne conoscono le linee, sarà di grande aiuto una definizione così stimolante delle coordinate.
Affrontare e leggere questo libro, fino a farsi conquistare dalla lucidità argomentativa e dall’esplicitazione puntuale delle conseguenze, rappresenta un’esperienza che ci sentiamo senza dubbio di proporre. Ogni pagina è in grado di fornire risposte per il nostro difficile presente, in un contesto che unisce il debito riconoscente con una grande tradizione di ricerca con l’originalità e la profondità di un’erudizione personale in grado di possedere i settori dello studio economico.

