Fausto Biloslavo (Triste, 1961) ha pubblicato articoli per “Il Giornale”, “Il Foglio”, “Panorama”, “Corriere della Sera”. Ha realizzato servizi per Nbc, Cbs, Rai, Sky e Mediaset. È uno dei fondatori del sito “Gli occhi della guerra”. Ha raccontato i conflitti degli ultimi anni, dalla guerra in Afghanistan alla Primavera araba, alle battaglie per liberare i territori occupati dall’Isis.
Il titolo di questo libro di Fausto Biloslavo è emblematico: “Talebani dell’accoglienza”. Tutti sanno che i “talebani” sono un’organizzazione politica e militare afghana, a ideologia fondamentalista islamica. Anche se qui l’Islam non c’entra: c’entra il termine fondamentalista in sé. Un pastrocchio per (tentare di) confondere le idee della gente normale. La prefazione dell’Ammiraglio Ferdinando Lolli, già comandante generale della Guardia Costiera, inquadra il tema a partire dall’arrivo della nave Vlora (Valona) del 1991 con oltre 20.000 “immigrati” dall’Albania. Il libro fa chiarezza su una spudorata confusione di termini (profughi ?, “naufraghi” ?) e documenta sedicenti operazioni di “salvataggio” usate come facciata a spericolate operazioni di traffico di migranti verso l’Italia. Smaschera i “talebani” dell’immigrazione, scavando tra le manovre degli attivisti delle Ong e mettendo a fuoco i sostenitori politici, giudiziari e i grandi finanziatori delle squallide operazioni spacciate per “salvataggi”. La legge del mare non impone di accoglierli: non sono naufraghi, vanno in mare apposta per “farsi salvare”; il gommone che usano è fatto per sgonfiarsi. Biloslavo stigmatizza la presenza di navi ONG che si sono poste in stato di “belligeranza” nei confronti dello Stato italiano, refrattarie verso regole e provvedimenti, con prepotente arroganza nei confronti del governo: nella convinzione, tutta propria, di essere “al di sopra della legge per motivi umanitari”. Le “regole” sono peraltro disattese e aggirate da grovigli pseudo-giudiziari: giustificazioni attorcigliate con la cronica (in)tempestività di azioni giuridiche ispirate da ottusa ideologia politica volta alla (letteralmente) esautorazione. Con la complice assenza di una entità fumosa come l’EU, usata ignobilmente come ciambella di salvataggio (a proposito di naufraghi …) per personaggi ineffabili del calibro di Mimmo Lucano, Carola Rackete e Ilaria Salis. In un mondo rovesciato dove il potere giudiziario fa strali del potere legislativo, c’è sempre un TAR compiacente che accoglie un ricorso talebano nei rari casi di pur manifesta malafede dei talebani che si spacciano per paladini del salvataggio e del soccorso in inesistenti situazioni drammatiche. I “soccorritori” cavalcano l’onda (qui “l’onda” è appropriata) dell’immaginario collettivo per spacciarsi come “salvatori” invece che come “profittatori”. Ecco: profittatori e imbonitori.
Il libro è stato stampato in novembre 2024, e Biloslavo non ha fatto in tempo a registrare la sentenza: in dicembre 2024 l’ex Ministro Salvini è stato assolto (con la “rapidità” dovuta a un caso che risale al 2019 ! ? ! ?).
I posteri avranno modo di trastullarsi con ricorsi e appelli che con questo andazzo si susseguiranno nei prossimi decenni (tra un “salvataggio” e un altro). Il libro merita attenta (e rassegnata) lettura.
