Libertà intellettuale contro il politicamente corretto

Venerdì 28 Febbraio abbiamo presentato il libro “Via Crux: Contro il politicamente corretto”, di Giuseppe Cruciani, giornalista e conduttore radiofonico, edito da Cairo nel 2024.

Oltre all’autore, erano con noi Andrea Ruggieri, avvocato e giornalista e Pietro Bolzano, fondatore di “Vogliamo studiare”.

Come intuibile dal titolo, il libro è un razionale e argomentato sfogo contro una corrente di pensiero che raccoglie sfortunatamente sempre più consensi e contro cui l’autore si scaglia, ovvero quella del politicamente corretto. Non solo un movimento culturale e politico, ma un vero e proprio modello di pensiero e comportamento, che vuole essere imposto a chiunque. Le giustificazioni dei seguaci sono ovviamente quelle di una intrinseca superiorità morale oltre che di un’esclusiva comprensione del mondo, che permette di additare come peccatore e colpevole chiunque non ubbidisca. Questo contesto ci porta a riflettere sulla situazione drammatica in cui si trova ad oggi il dibattito intellettuale e politico, perché l’azione dell’autore, che viene percepita come drastica e di rottura, dovrebbe essere considerata in realtà una delle più banali e come un indice di salute di una società libera: cioè la libertà di poter esprimere i propri pensieri e le proprie opinioni, di poterli difendere e diffondere. Invece è qui che entra in gioco il modello di pensiero del politicamente ccorretto: secondo una metodologia in perfetto stile autoritario, le persone non vanno convinte che le proprie idee siano giuste, ma, poichè portatrici di peccato, vanno convertite e costrette a seguire la retta via.

Il testo riesce a essere scorrevole ed efficace, presentando numerosi casi che hanno fatto riflettere l’autore, ma che dovrebbero far riflettere tutti, perché molto spesso non riguardano qualche astratto ideale, ma azioni che tutti quotidianamente compiamo. Sembra che ad essere sbagliato e proibito sia comprare ciò che vogliamo, vestirci come vogliamo, lavarci come e quando vogliamo, guidare ciò che vogliamo e cosi via, e cio che emerge è l’intento di  limitare sempre di più lo spettro delle libertà personali, per arrivare finalmente a un paradiso in cui tutti si comportano secondo qualche illuminata volontà collettiva. Fa quasi sorridere come i propugnatori di queste idee non riescano a intravedere che le giustificazioni dei loro comportamenti sono le stesse che vennero utilizzate per i totalitarismi europei del  Novecento e ancora più ridicolo è come chiunque non la pensi come loro venga additato come fascista.

Insomma, il libro è chiaro, incisivo e liberatorio, permette al lettore di scoprire che non è l’unico ad aver pensato certe cose e che non deve sentirsi per nulla in colpa di questo, ed è inoltre un sempre più necessario esercizio di libertà intellettuale da parte di uno scrittore  che non ha paura di andare controcorrente, anche a costo di essere ritenuto, appunto, politicamente scorretto.

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