Lunedì 22 marzo 2021, durante la centoventiduesima serata di Lodi Liberale, abbiamo presentato il libro di Vito Tanzi “Italica. L’unificazione difficile tra ideali e realtà” insieme all’Autore (Presidente Onorario dell’International Institute of Public Finance), a Roberto Brazzale (Imprenditore) e Antonia Carparelli (Professore di Governance e Policies of the European Union all’Università LUMSA di Roma).
“Italica” è un libro che spiega la nascita della nazione italiana e fa riflettere su quanto siano complessi i processi d’integrazione economica, sociale, politica e culturale. Il volume di Vito Tanzi indaga infatti gli aspetti più controversi della formazione e del successivo consolidamento del Regno d’Italia e contiene riferimenti non certo lusinghieri su alcuni personaggi che hanno caratterizzato il Risorgimento italiano, sottolineando le scelte politiche che aggravarono i divari già preesistenti tra nord e sud, ponendo, in questo modo, un soffocante condizionamento sullo sviluppo economico dell’Italia. Nell’opera viene messo in luce come buona parte del debito pubblico della neonata Italia al 1861 fosse di origine sabauda, mentre l’entità derivante dal Regno delle Due Sicilie fosse notevolmente inferiore perché, a differenza dei Savoia, Ferdinando II di Borbone era refrattario ai bilanci in negativo e all’eccessiva tassazione. Il debito pubblico italiano, oggi a livelli esorbitanti, è iniziato allora, proprio con la Corona sabauda.
Attraverso un’analisi economico-scientifica, Tanzi spiega come Il Belpaese oggi sarebbe molto diverso se i padri risorgimentali avessero fatto gli Stati Uniti d’Italia, anziché l’Italia unita. La decisione di procedere alla fusione di tutte le regioni nel Regno d’Italia, invece che arrivare a una federazione come avrebbe voluto il federalista Carlo Cattaneo, fu un evidente errore, mentre la soluzione della repubblica unitaria immaginata da Mazzini non era ancora matura e perciò non fu nemmeno presa in considerazione. L’Autore sostiene che il processo risorgimentale dell’unificazione d’Italia fu aiutato da molti poteri occulti: ad esempio per l’impresa dei Mille hanno avuto molta importanza i servizi segreti di molte Nazioni, alcuni ricchi patrioti, i massoni italiani e la mafia. Questo spiega perché le più influenti cariche borboniche si arresero a Garibaldi: furono comprati dall’enorme quantità di denaro messa a disposizione per corromperli. Mettendo insieme tutti questi elementi, ne esce un quadro del Risorgimento ben diverso da quello stereotipato che abbiamo imparato nei libri di testo scolastici, il tutto fondato su documenti, testi e fonti, non certo per un’ideologia preconcetta. Aggiungiamo un particolare di per sé estremamente indicativo: i quattro cosiddetti giganti del Risorgimento, vale a dire Garibaldi, Cavour, Mazzini e Vittorio Emanuele erano tutti del Nord.
L’Autore, inoltre, osserva l’unificazione italiana nel suo problematico formarsi per comprendere l’attuale processo di integrazione europea. Secondo Tanzi, le ragioni che in alcuni momenti, hanno portato a dubitare della possibilità di sopravvivenza del Regno d’Italia sono state molto diverse da quelle che oggi minacciano la sopravvivenza dell’Unione europea. Tuttavia, ci sono molti aspetti controversi dell’unificazione italiana che sono presenti anche nel processo di costruzione dell’Europa unita: una totale sottovalutazione delle diversità territoriali e soprattutto dell’impatto redistributivo di alcune scelte politiche, come ad esempio quelle di politica commerciale, finanziaria e fiscale. Una sottovalutazione forse largamente inconsapevole da parte delle élite protagoniste di questi processi storici, associata all’idea totalmente errata che il tempo avrebbe colmato i divari e risolto queste fratture, il che non si è affatto verificato.
Insomma se cercate un testo che rifletta in ottica liberale sul processo di unificazione italiana, non ci sono dubbi: “Italica” è il libro giusto per voi.

