Per la difesa della libertà personale: Murray Newton Rothbard

Lunedì  21 giugno 2021, in occasione del suo centotrentacinquesimo evento, Lodi Liberale ha presentato, nell’ambito dello spazio riservato ai classici del pensiero liberale e libertario, “Per una nuova libertà. Il manifesto libertario” di Murray Newton Rothbard. Erano con noi Roberta Adelaide Modugno, professore di Storia delle Dottrine politiche presso l’Universita’ degli Studi Roma Tre, Luigi Marco Bassani, professore di Storia delle Dottrine politiche presso l’Università degli Studi di Milano e Nicola Iannello, giornalista e fellow dell’Istituto Bruno Leoni.

Prima di parlare del libro, non crediamo sia inopportuno fornire qualche coordinata sull’Autore e sul libertarismo, di cui questo scritto fu una delle pietre miliari. Rothbard fu sicuramente un economista, nel solco della Scuola Austriaca ed in particolare della prasseologia di Ludwig von Mises, suo grande maestro. Ma fu anche molto di più, coniugando un ventaglio di interessi e di specializzazioni davvero strabilianti con un sentito senso dell’impegno nel campo politico e sociale. Fu tra i fondatori del movimento libertario oltre che del Partito Libertario, capace di raccogliere consensi e di coagulare una buona parte di quell’elettorato americano che non si riconosceva nell’antagonismo fra democratici e repubblicani. Fu un uomo capace anche di sorprendere con moltissime delle sue posizioni e dei suoi punti vista, perfino coloro che si riconoscevano nella sua vastissima produzione, ma ciò che si può senz’altro dire di lui senza tema di smentita è che fu un amante assoluto della libertà. Un pensatore che ebbe costantemente davanti a se’ come via da seguire e come faro per la propria vita l’affermazione, la difesa e la tutela della libertà personale. Davanti a tutti i suoi nemici, in tutti gli ambiti. Rothbard non ebbe mai timore a scontrarsi con le istituzioni e gli intellettuali che mettevano in pericolo questo bene straordinario, e lo fece con tutte le forze di cui disponeva, con un animo “gioioso”, come fu notato e con un’ironia a volte pungente. Il credo libertario rothbardiano, ossia il senso della sua posizione in nome di una filosofia di vita e di un ideale rigorosamente coerenti con la difesa della libertà personale, può essere riassunto nell’adozione di una premessa proprietaristica : l’uomo ha pieno e legittimo diritto di possesso sul proprio se’, ha pieno e legittimo diritto a possedere tutto ciò che produce ed ha pieno e legittimo diritto allo scambio dei suoi beni. Da questi diritti, che Rothbard non esita a chiamare “naturali”, richiamandosi alla gloriosa tradizione giusnaturalista, promanano tutta una serie di conseguenze per via deduttiva, che conducono l’uomo, e non l’autorità politica, sia essa statale o sociale, ad avere il dominio sul “se'”. “Per una nuova libertà” rappresenta, per l’appunto, uno dei massimi contributi di Rothbard alla formulazione di un’alternativa libertaria rispetto alla modernità dominata dallo stato. Questo “manifesto libertario”, cioè questa libertà personale presa fortemente sul serio, vuole presentare una nuova configurazione di ciò che rende l’uomo capace di un’identità piena, ossia proprio la libertà individuale. 

Se è pur vero che è il filosofo newyorkese a contestualizzare il libertarismo all’interno di una ben precisa linea (quello che viene indicato dall’Autore stesso come “retaggio”), ossia la dirompente lezione della tradizione rivoluzionaria americana, ciò non di meno le coordinate basilari entro le quali il messaggio viene focalizzato possono, legittimamente, essere applicate a tutti gli ambiti politici caratterizzati dalla presenza del potere statale. La visione che viene proposta non è un’astrusa quanto utopistica credenza, ma una vera e propria proposta, che si articola in una precisa quanto inconsueta sfida a tutto ciò che tutti, da destra e da sinistra, accettano come indiscutibile. 

Rothbard, anche sulla scorta di questa profonda diversità, arriva a precisare le modalità con le quali l’impostazione libertaria può essere messa in pratica per risolvere i principali, concreti problemi sociali del suo tempo (dall’inizio degli anni Settanta alla metà degli anni Ottanta del XX secolo). L’approdo sono i contorni di un progetto di società senza stato, cioè senza un governo formale che si avochi competenze che gli individui non gli hanno consapevolmente demandato. Ecco, allora, che verranno toccati nervi scoperti come la coscrizione obbligatoria, l’istruzione di stato, l’assistenza pensionistica ed in genere il farraginoso meccanismo del Welfare, l’inflazione ed i fallimenti del paradigma delineato da J.M.Keynes, la gestione dei beni cosiddetti comuni, dalle comunicazioni alla sicurezza passando per la giustizia. Ed ecco che, parimenti, verrà affrontata in un modo nuovo e stimolante tutta la tematica ecologica, come pure le delicate questioni della guerra (al momento della prima edizione, non dimentichiamolo, gli Stati Uniti erano ancora impegnati nel Vietnam) e dell’atteggiamento da seguire in politica estera. 

Il libro si conclude con un Epilogo che da solo vale la lettura di questo classico. In esso sono definiti i motivi per i quali, dopo anni di ritirata e di crescente statalismo, si sia registrata un’indubitabile rinascita dell’interesse per la libertà individuale e, conseguentemente, per la posizione che più si espone per la sua difesa, il libertarismo. Questo Epilogo prova a suggerire una strategia per la libertà, fornendo al contempo la convinzione, abbastanza rara nei pensatori liberali o libertari, che la causa della libertà sia destinata a vincere. 

Un’analisi realistica, anche se, ci sia consentito, estremamente semplicistica, ci dovrebbe indurre a rilevare i molti motivi per disilludere questa grande speranza, come pure gli indubitabili esempi per i quali le componenti ostili alla libertà personale sembrano sempre prendere il sopravvento. Ma questo libro è pervaso della stessa forza del suo oggetto. Questo libro ci parla con passione, competenza ed energia di una forza della storia capace di eventi dalle conseguenze incalcolabili, ossia la libertà umana del singolo individuo. Il nostro augurio è che i lettori di questo classico, soprattutto fra le giovani generazioni, sappiano acquisire consapevolezza della necessità di preservarla sempre in forme adeguate rispetto agli attacchi di tutti i nemici che sempre la minacciano. La nostra speranza è che almeno si consideri, nel mare apparente di indifferenza e conformismo, quanto possa essere stimolante e meraviglioso improntare le proprie idee sulla tutela della libertà. 

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