Uno sguardo privilegiato sulla Storia : Madame de Staël e la Rivoluzione Francese

Lunedì 14 luglio, in occasione delle serate dedicate al pensiero liberale e libertario, abbiamo presentato “Considerazioni sui principali avvenimenti della Rivoluzione francese”, di Madame de Staël. Erano con noi Biancamaria Fontana, professore emerito di Storia del pensiero politico presso l’Università di Losanna, Francesco Perfetti, professore di Storia contemporanea presso la LUISS Guido Carli di Roma e Stefano De Luca, professore di Storia delle dottrine politiche presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Affrontare la figura, l’opera e l’alone di mito che, quasi, circonda ancora oggi Anne-Louise Germaine Necker, baronessa di Staël-Holstein, significa esseri consapevoli che questa donna complessa, molto intelligente e straordinariamente colta, seppe essere perfettamente a suo agio nel tempo e nel contesto in cui si trovò ad operare. Verrebbe da affermare, anzi, che pur vivendo tempi grandiosi, tremendi ed agitati – stiamo parlando della gestazione diretta della Rivoluzione Francese, della caduta della Monarchia, delle evoluzioni tragiche della parabola insurrezionale, dell’approdo alla dittatura bonapartista fino alla Restaurazione – Madame de Staël seppe non solo esserne una protagonista, ma , per certi aspetti, anche condizionare il loro corso, agendo come una coscienza critica e come uno dei grandi poli intellettuali attorno ai quali si dipanavano le riflessioni e le possibili soluzioni delle frequenti crisi e dei molti rivolgimenti. Fin dalla nascita, le fu destinato un posto di osservazione privilegiato, essendo figlia di quel Jacques Necker che rivestì, anche, il ruolo di Controllore Generale delle Finanze del Re di Francia Luigi XVI, oltre che di uomo politico ed economista. La sua era una casa in cui si alternavano uomini politici di rilievo ed intellettuali e dove il suo acume e la sua preparazione culturale trovarono terreno fertile per consolidarsi. E’ bene specificare, ogni volta che si affrontano temi complessi come la Rivoluzione Francese, che ci troviamo di fronte ad una serie di eventi complessi, molto stratificati, di difficile comprensione, dalle molteplici cause e dalle numerosissime sfaccettature, che non possono e non debbono essere liquidati con definizioni sbrigative o con una sommaria elencazione di date, personaggi e avvenimenti. Proprio Madame de Staël, nella redazione di queste sue “Considerazioni sui principali avvenimenti della Rivoluzione Francese”, una redazione che le prende buona parte della vita e che saranno pubblicate postume nel 1818, fornisce un quadro degli eventi rivoluzionari che, oltre ad essere estremamente esteso, non manca di esplorare in profondità i molti momenti antecedenti, le complesse vicende economiche, sociali e politiche e le analisi psicologiche di molti dei protagonisti. Si stagliano, in questo senso, molte figure, molti fatti, molte azioni, finanche la drammaticità delle scelte, in sintesi, l’esatto opposto di un resoconto nudo e freddo o di una cronaca asettica. Oltre ai molti pregi di una narrazione che non sconfessa mai, fin dal titolo (“Considerazioni …”) il punto di vista personale, un affresco che non teme di fornire giudizi da una prospettiva propria ed estremamente originale, il libro ci parla proprio della passionalità di una donna vitalissima, in grado di valutare non solo la fine del vecchio ordine (l’Ancien-Regime, di cui, pure, per un certo qual verso, apparteneva più di quanto essa stessa non fosse disposta ad ammettere), ma anche l’affacciarsi burrascoso e sconvolgente di un Mondo Nuovo, un universo dopo il quale l’intera Europa non potrà più essere la stessa. Lasciamo ai lettori, che, speriamo, numerosi, come l’opera merita, il gusto di scoprirne i mille rivoli e gli innumerevoli spunti, mentre qui ci si riservano due considerazioni, una di ordine contenutistico ed una di ordine interpretativo. La prima viene da un possibile raffronto, uno fra i tanti, si intenda, tra due grandi protagonisti dell’opera, ossia Charles Necker, da una parte, il padre dell’Autrice di cui si parlava sopra, che si staglia, nella fase antecedente e nelle prime fasi della Rivoluzione proprio per la moderatezza e l’equilibrio del suo operato, oltre che per l’efficacia dei risultati raggiunti; dall’altra, troviamo, ideale deuteragonista, antitetico quanto palesemente avversato, Napoleone Bonaparte, con la sua volgare, brutale e immorale sete di potere personale. dal raffronto fra questi due uomini, riteniamo possano sicuramente emergere aspetti di riflessione stimolanti, anche per il modo stesso con cui l’Autrice li tratta. L’aspetto più propriamente interpretativo, o, per meglio dire, più afferente alla visione politico-sociologica ed ideale di Madame de Staël, si riferisce al suo liberalismo, a quel suo particolare complesso di punti di vista che non si presenta come un monolite inscalfibile (anzi …) quanto come un ideale che, tenendo conto del divenire storico, pone al centro la libertà degli individui nella loro dimensione di cittadinanza e, conseguentemente, giunge a vedere nella monarchia costituzionale inglese l’approdo più adeguato dopo un lungo quanto accidentato percorso. Tutto questo emerge, anche, dalle “Considerazioni” ed è sicuramente alla loro lettura che rimandiamo, per ottenere la visione di un’intellettuale tanto passionalmente quanto genuinamente impegnata.

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