Lo scorso lunedì 23 novembre, nel nostro 106esimo evento, abbiamo presentato il libro di Francesco Giubilei “Conservare la natura. Perché l’ambiente è un tema caro alla destra e ai conservatori” insieme all’autore (Giornalista ed Editore), Riccardo Cascioli (Giornalista) e Guglielmo Piombini (Scrittore ed Editore).
Il libro inizia analizzando il rapporto tra la sinistra e l’ambientalismo spiegando le “derive ideologiche” che partono dalla sinistra istituzionale, extra istituzionale e post sessantottina fino ad arrivare, come per inevitabile correlato, ai fenomeni recenti quali Greta Thunberg o il ribellismo violento, sovversivo e rivoluzionario, da un lato, e il fiscalismo “etico” e l’ambientalismo europeista dei palazzi di Bruxelles e Strasburgo, dall’altro. Giubilei sembra istituire un percorso che parte dal riformismo di sinistra più attenuato, passa dai grandi dibattiti del progressismo più partitico degli anni Settanta per acquisire poi, mediante l’esperienza decisiva della contestazione studentesca, uno spessore differente che lo coagula nella grande stagione del movimentismo ambientalista degli anni Settanta e Ottanta. In questi ultimi anni da questo humus culturale e dal mutare dei contesti evoluti dal quadro della globalizzazione ne è derivata, su questo versante, una pericolosa connotazione ideologica e statalista, non priva di interessi economici tesi ad accaparrarsi risorse e finanziamenti (il caso della Thunberg sembra essere indicativo in tal senso).
A seguire viene la parte verso la quale il libro sembra inclinare con forza, ossia innanzitutto la petizione di testimonianza preliminare che viene compiuta fin dal sottotitolo, tale per cui l’ambiente e la sua difesa hanno ricevuto e continuano a ricevere da un fronte diverso da quello delle varie “sinistre” (quindi conservatori, destra e liberali) un’attenzione continua e specifica. L’opera, insomma, ci presenta un “altro lato del cielo” ambientalista, vale a dire pensatori e posizioni che, non riconoscendosi nel progressismo o nelle caleidoscopiche posizioni contro il sistema capitalistico, hanno provato a fornire soluzioni diverse, non appiattite sul mainstream intellettuale che domina questo campo e che solo in quanto alternative meritano di essere considerate. Averle poste in rilievo, presentate e illustrate è di per se un merito da sottolineare, non fosse altro perché l’uniformità e il conformismo sono, intuitivamente, un grosso problema per la ricerca della soluzione migliore.
Il libro reca, di seguito, una sorta di ricerca letteraria di tipo cronologico sul rapporto che l’umanità ha intessuto con la natura, dall’antichità ai nostri giorni, con un’aggiunta relativa agli aspetti iconografici.
La terza e ultima parte fornisce una prospettiva sulle sfide che l’ambientalismo si troverà ad affrontare nel futuro, con una vasta sezione sul rilievo dato dall’attuale Magistero alla sensibilità ambientale.
Lo scritto si conclude con un’esplicita presa di posizione, un chiaro schieramento da parte di Giubilei nel campo conservatore e, conseguentemente, nell’accettazione di un punto di vista che incardina l’uomo nell’ambiente, non demonizzando o esaltando il primo e adottando per il secondo una visione equilibrata, in una compartecipazione che guarda al basso, alle comunità locali che agiscono e pongono la problematicità ambientale insieme alla sua risoluzione. Ci è parso degno di menzione, infine, il ricorrente auspicio a non ricorrere a una tassazione “etica”, ossia una tassazione animata da nobili intenzioni ma che ha come effetto quello di creare nuove imposte in un sistema paese già enormemente provato dal peso fiscale e di cui non se ne sente minimamente il bisogno, e a non fronteggiare le emergenze ambientali ricorrendo costantemente a misure liberticide. Insomma un libro assolutamente da leggere per scoprire che un altro ambientalismo è possibile.

