La figura di Donald Trump nella contingenza americana

Lunedì 19 ottobre, in occasione del nostro 101esimo evento, abbiamo presentato il libro di Glauco Maggi “Il guerriero solitario. Trump e la Mission Impossible” insieme all’autore (Giornalista), Claudio Pagliara (Giornalista e Corrispondente responsabile della sede Rai di New York per gli Stati Uniti) e Stefano Magni (Giornalista). Alla vigilia delle elezioni presidenziali americane, che si terranno martedì 3 novembre e che rappresentano il momento più significativo per valutare il corso politico ed economico della prima potenza del mondo libero nei prossimi quattro anni, ci è parso opportuno avere una visione della presidenza Trump e degli scenari che agitano gli Stati Uniti d’America. Per fare questo abbiamo chiamato un esperto autentico che fornisse, al di là delle narrazioni troppo spesso ideologizzate o per nulla informate che ovunque ci troviamo ad ascoltare, una prospettiva quanto più possibile aderente alla realtà. Dovrebbe indurre a più di una riflessione, infatti, il dato di fatto incontrovertibile che nel nostro Paese la presidenza Trump e la sua stessa figura risultino inevitabilmente segnati da una sorta di condanna pregiudiziale, un giudizio negativo a prescindere su ogni aspetto del suo operato, tacendo sui suoi molti successi, rilevati in questo libro e molto chiari agli americani stessi. Questo dato di fatto deriva forse dalle caratteristiche assolutamente originali del personaggio, dal suo essere sopra le righe e per certi versi controverso, dalla lontananza da sempre manifestata per ogni diplomazia e dalle idee che orientano la sua azione, molto lontane dall’abituale orientamento dei media di tutto il mondo.

In attesa dell’esito delle elezioni, il libro di Glauco Maggi è utile per la chiarezza con cui viene presentato un mondo davvero lontano dall’Italia e per la conoscenza delle molte sfaccettature – politiche, economiche, sociali, di scenario globale e di visione istituzionale – del pianeta USA. Il libro è una documentata rassegna che ci mostra, innanzitutto, come il mandato Trump debba essere diviso e giudicato per le due fasi attraverso cui deve essere diviso: i primi tre anni, coronati da successi in sequenza, quasi una marcia trionfale con una preponderanza di luci e l’ultimo anno, da febbraio 2020 a oggi, in cui la catastrofe mondiale della pandemia ha fortissimamente intaccato i grandi risultati del primo triennio. È proprio da qui che si deve partire per un’analisi della situazione che consenta di avere un bagaglio di elementi utili e veritieri per addentrarci in un contesto che è bene capire visto che dai suoi sviluppi risulteranno effetti per tutto il mondo. L’Autore ci illustra il triennio della ribalta positiva, un periodo caratterizzato da numeri incredibili nelle performance, in tutti i campi in cui l’immobiliarista newyorkese divenuto Presidente ha posto il suo marchio con azioni che senza ombra di dubbio hanno generato successi. Dall’energia alla sicurezza, dalla tutela delle libertà tipicamente americane ai complessi meandri della giustizia, dalle delicate questioni razziali alle altrettanto delicate problematiche legate alle guerre aperte dalla precedente amministrazione (su tutte la partita vinta con l’Isis), dalla nuova configurazione della NATO fino alle trattative di pace per il Medio Oriente, passando per le controverse misure commerciali fino ai rapporti con gli Stati nemici. Trump ha dato a ciascuno di questi grandi aspetti soluzioni e modalità di implementazione personali, con un bilancio che solo un’ostilità preconcetta può ritenere negativo.

Il 2020 è stato finora l’annus orribilis di Trump: iniziato con la sensazione generale di una inevitabile riconferma, a causa del Coronavirus e dei suoi effetti sull’economia, per l’ondata di proteste e distruzioni seguite all’omicidio avvenuto a maggio di un rapper di colore da parte di un agente, oltre che per alcune discutibili reazioni di Trump stesso a uno scenario davvero difficile da gestire si è trasformato in una possibile tragica chiusura della sua esperienza alla Casa Bianca, alla luce del sorpasso che ad ora sembrerebbe aver compiuto il suo avversario per la corsa presidenziale. Il libro ci fornisce molte notizie difficili da trovare normalmente nei resoconti nostrani, ma soprattutto cerca di rendere consapevole il lettore italiano di come con Donald Trump non si possa mai dare un verdetto di sconfitta per scontato. Staremo a vedere se anche questa volta saprà sorprendere tutti così come fece nel 2016.

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