Nella nostra duecentottataduesima serata, abbiamo presentato il libro di Alberto Grandi “Storia delle nostre paure alimentari”, insieme a Roberto Brazzale (imprenditore), Antonio Boselli (Presidente Confagricoltura Lombardia) e Alessandro Rota (presidente di Coldiretti Milano Lodi Monza e vicepresidente lombardo).
Il libro di Grandi, titolare della cattedra di storia del cibo all’Università di Parma, è un saggio che esplora le paure alimentari che hanno attraversato la storia dell’uomo, dalla nascita dell’agricoltura fino ai giorni nostri. L’autore conserva il suo stile provocatorio, che rappresenta la sua firma inconfondibile, ma è sempre attento a contestualizzare e sostenere le proprie tesi, grazie ad una notevole ricchezza di informazioni e riferimenti.
Grandi è particolarmente apprezzabile per la sua critica al conservatorismo e all’irrazionalità che spesso caratterizzano il dibattito sul cibo. L’autore dimostra come le paure alimentari siano spesso infondate e strumentalizzate per fini politici o economici: l’esempio, forse, più eclatante e recente è quello degli OGM, la cui coltivazione in Europa è stata di fatto bloccata da una combinazione di pregiudizi, interessi economici e inerzia burocratica. Si evidenzia come l’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, abbia ripetutamente espresso pareri favorevoli alla coltivazione di OGM, ma la Commissione Europea non ha mai dato seguito a queste valutazioni. Questo dimostra come la politica, spesso influenzata da gruppi di pressione e da una parte dell’opinione pubblica poco informata, possa ostacolare l’innovazione e il progresso scientifico.
Un altro tema essenziale che emerge dal libro è la difesa della libertà di scelta del consumatore. Grandi critica l’atteggiamento paternalistico di chi vorrebbe imporre dall’alto modelli alimentari ritenuti “giusti” o “sani”. L’autore sottolinea come la dieta mediterranea, spesso idealizzata come modello universale, non sia immune da critiche e non garantisca automaticamente la salute.
Il volume è anche un’appassionata difesa del libero mercato come strumento per garantire la sicurezza alimentare e la varietà dell’offerta. Il professor Grandi mostra come la libera circolazione delle merci e la concorrenza tra produttori siano essenziali per abbassare i prezzi, migliorare la qualità e offrire ai consumatori una gamma più ampia di prodotti. Particolarmente significativi gli esempi storici citati nel libro che mostrano come l’intervento dello Stato nel mercato alimentare abbia spesso prodotto effetti negativi, ad esempio, la fissazione del prezzo del pane da parte delle autorità cittadine durante le carestie, una misura che, lungi dal risolvere il problema, finiva per aggravarlo, scoraggiando la produzione e il commercio del grano.
Ma è anche un libro ricchissimo di aneddoti e curiosità che rendono la lettura piacevole e stimolante. Si parla, ad esempio, del dibattito secolare sulla cioccolata in tempo di digiuno, della paura del pomodoro come frutto velenoso, o della patata che si pensava causasse la lebbra, fino alle farine di insetto, tanto vituperate, ma che stanno via via entrando nei nostri supermercati.
In definitiva, “Storia delle nostre paure alimentari” è un libro che invita a riflettere sulle nostre scelte a tavola, a non farci condizionare da pregiudizi e paure infondate e a considerare il cibo non solo come un bisogno primario, ma anche come un elemento fondamentale della nostra cultura e della nostra identità passata, presente e futura.
