Una proposta per cambiare la scuola italiana

Il libro, scritto dall’attuale ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, vuole offrire rispettivamente degli spaccati sulla situazione contemporanea della scuola italiana, confrontandola con la sua concezione passata, ma, allo stesso tempo, giustapponendola agli  esempi omonimi degli altri paesi sviluppati.

L’analisi parte da quella che fu la genesi vera e propria dell’attuale struttura scolastica italiana, che è da datare alla riforma di Giovanni Gentile che vide la luce durante il periodo fascista, pensata a misura della struttura sociale dell’epoca, con il liceo classico riservato agli studenti migliori, a seguire il liceo scientifico e in ultima posizione, proprio per l’importanza che gli veniva riservata, gli istituti tecnici e professionali.

Successivamente viene presentata, con dovizia di dati, l’effettiva situazione della scuola pubblica italiana, sotto molteplici punti di vista: vengono analizzate, nei loro diversi aspetti, le retribuzioni dei docenti e come queste possano o meno essere sufficienti in base al luogo di residenza e al costo della vita e vengono elencate le misure messe in atto dall’attuale governo, così viene fatto per altre problematiche relative alla situazione dei docenti, prendendo in considerazione non solamente quelli di ruolo, ma affrontando la questione sotto tutte le possibili situazioni che un docente può trovarsi di fronte nella propria vita lavorativa e nella propria carriera, proponendo anche nuove figure professionali come quelle di docente tutor o docente orientatore.

Nella presentazione dei dati viene sottolineata la grande differenza presente nei territori, che oltre allo storico divario tra nord e sud vede anche una sempre più accentuata differenza tra zone periferiche e zone centrali delle città, senza dimenticare i problemi di integrazione che possono sorgere con ragazzi e ragazze che hanno poca dimestichezza della lingua italiana.

Questi fattori si vedono riflessi purtroppo in diverse dimensioni della vita scolastica, non solo nei rendimenti dei test, ma anche in fenomeni come la dispersione scolastica sia implicita che esplicita; anche per questi fattori, vengono elencate nello specifico le misure e le proposte che verranno o che sono già state messe in atto dal ministero dell’istruzione.

Ampio spazio viene anche dedicato al rapporto della scuola con l’impresa, per essere in grado di fornire agli studenti e alle studentesse delle competenze che possano renderli in grado di entrare nel mercato del lavoro senza bisogno di formazione aggiuntiva, che sarebbe a carico dei datori di lavoro, i quali, anche per questi motivi si trovano a optare per professionisti non formati in Italia.

Nella parte finale viene presentata una riflessione generale sul rapporto degli studenti con la scuola e sulle prospettive future, da una sempre più preponderante presenza degli strumenti digitali nella vita dei giovani all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per rendere più personalizzati i percorsi di studio e venire meglio incontro alle particolari esigenze di ogni singolo alunno o alunna.

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