Crisi energetica e instabilità internazionale : le proposte liberalconservatrici di Daniele Capezzone

Martedì 29 novembre 2022, nella nostra 199esima serata, abbiamo presentato libro di Daniele Capezzone “Bomba a orologeria. L’autunno rovente della politica italiana”.

Erano con noi l’autore, giornalista, Lorenzo Castellani, Professore di Storia delle Istituzioni Politiche presso la Luiss, Guido Carli di Roma ed Ernesto Caccavale, imprenditore.
 
Questo volume è stato ideato e pubblicato prima delle recenti elezioni politiche del 25 settembre 2022. L’autore mostra da subito la volontà di preservare e promuovere i nostri valori democratici, senza tuttavia risparmiare critiche pungenti e controcorrente. Infatti, Capezzone, è convinto che l’unico modo per essere sicuri di poter mantenere intatto il nostro sistema di governo democratico sia quello di affrontarne e denunciarne fragilità e inefficienze.
 
Per l’autore, l’ondata di restrizioni ed imposizioni portata avanti da numerosi governi occidentali, tra cui soprattutto quello italiano, durante la pandemia Covid-19, ha inevitabilmente tradito i nostri valori di libertà e tolleranza verso il prossimo che vorremmo noi stessi difendere. Secondo Capezzone, infatti, la pessima gestione della pandemia ha scoraggiato la partecipazione diretta dei cittadini e ha incentivato la tendenza a “ritirarsi” e a farsi “gestire” dallo stato, allargando in questo modo la sfera della decisione pubblica.
 
L’autore sostiene che all’Occidente non resta che fare i conti con sé stesso, con gli sbagli che hanno lacerato la sua stessa credibilità soprattutto difronte ai suoi cittadini. In una fase di scontro tra autocrazie e democrazie, infatti, molti cittadini nelle nostre società democratiche si sono sentiti attratti da modelli di vita e gestione del potere autoritari, contrari alle libertà dell’individuo, capaci di sfruttare e spesso manipolare l’opinione pubblica di nazioni fragili come la nostra.
 
Nel suo libro Capezzone si sofferma con lucidità sull’incapacità europea, prima nell’affrontare la pandemia, poi nei mesi precedenti l’invasione russa dell’Ucraina. Racconta, per esempio, il vertice di fine 2021 tra “i grandi della terra” impegnati a mostrarsi quali garanti di un futuro “più verde, sostenibile, e rispettoso dell’ambiente”, senza rendersi conto che proprio l’ambientalismo esasperante promosso dal “mainstream”, è stata una delle cause che ha impedito di investire in fonti di energia fossile, che oggi ci avrebbe reso meno difficile e costoso fare a meno del gas russo e sottrarci dal ricatto di Putin.
 
Inoltre, l’autore, è visceralmente convinto che ogni persona per raggiungere i propri obiettivi debba puntare sulle proprie capacità individuali, chiedendo allo stato, non un supporto economico, ma la possibilità di essere lasciato competere senza inutili e molto più spesso lesive intromissioni.
 
Con citazioni di illustri politici e pensatori liberali e conservatori del passato tra i quali Margaret Thatcher, Milton Friedman, Ronald Reagan e Luigi Einaudi, Capezzone si affida alla cultura e alla conoscenza dei grandi, nel tentativo di portare istanze di libero mercato e libertà individuali nel dibattito pubblico. L’autore è certo che l’Italia, attraverso le tanto attese, ma mai realizzate riforme autenticamente liberali, possa riuscire a risolvere i principali problemi che l’affliggono: ridurre il debito pubblico, abbassare drasticamente la pressione fiscale e ricucire un saldo legame tra élite politica e cittadini.
 
Capezzone non risparmia anche critiche al centrodestra italiano. Secondo lui, infatti, avanza una tendenza populista e un arretramento identitario. Diventa, in questo modo, molto più complesso affrontare le difficili sfide a livello internazionale e rispetto alla crisi energetica, inseguendo una mitica “tradizione” del passato ormai sepolta dalla storia.
 
Secondo Capezzone, è Inutile negare che chiunque sia vicino a una cultura liberalconservatrice, sconta un’enorme solitudine e avverte parecchie diffidenze, in primis da parte dell’establishment, che l’autore stesso definisce come “tecnoprogressista”, ma anche da parte di certe importanti componenti del centrodestra italiano, come se il liberalconservatore portasse con sé non tanto il dono, ma più che altro il virus della libertà.
 
Come recita il titolo del volume, il momento è cruciale e la “bomba” rischia di deflagrare sotto i colpi di inflazione, statalismo, crisi energetica e dittatura ecologica. Non resta, quindi, che attendere le risposte a queste crisi, osservando con attenzione come l’attuale governo affronterà le principali questioni sociali e politiche, a partire dalla situazione internazionale e dalla crisi energetica, sperando che le proposte liberali dell’autore vengano ascoltate.

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