Internet, la Frontiera della libertà del XXI secolo

Internet, la Frontiera della libertà del XXI secolo

Quali sono i nuovi diritti che la globalizzazione informatica e la diffusione di internet hanno creato nella nostra società? Si tratta di novità normative legate allo sviluppo di un mondo tecnologico impensabile fino a pochi anni or sono oppure si riconnettono a consolidati principi già sanciti agli albori delle costituzioni contemporanee? Di questo e molto altro parla il libro di Tommaso Edoardo Frosini “Liberté Egalité Internet” che abbiamo presentato lo scorso 29 febbraio insieme all’autore (Professore di Diritto Pubblico Comparato presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli) e a Claudio Martinelli (Professore di Diritto Pubblico Comparato presso l’Università di Milano Bicocca).   read more

Nei trasporti va eliminato l’arbitrio del Principe

Nei trasporti va eliminato l’arbitrio del Principe

Lo scorso 8 febbraio abbiamo presentato il volume “L’arbitrio del Principe. Sperperi e abusi nel settore dei trasporti: che fare?” insieme a due dei coautori, ovvero Marco Ponti (Membro dell’Adivsory Board dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti) e Francesco Ramella (Professore di Trasporti e Logistica presso l’Università degli Studi di Torino). Il testo, con la prefazione di Carlo Cottarelli, è snello ma denso di contenuti e mette a fuoco due domande fondamentali. È davvero così indispensabile l’azione dello Stato nei trasporti? Se sì, in che misura, ma soprattutto come? Domande sempre più necessarie in uno scenario di contrazione della spesa pubblica in generale visto che stiamo parlando di un settore che nel 2010 incideva sui consumi finali di ciascun italiano per circa 2.100 euro, occupava più di un milione di addetti, contava 135 mila imprese, fatturava 144 milioni di euro e assorbiva ben 32 miliardi di euro all’anno di spesa pubblica, ovvero il 2 % del PIL. Secondo gli autori, le pesanti criticità degli interventi diretti dello Stato nel settore dei trasporti sono ormai accertate, anche se troppo spesso vengono rimosse dal dibattito pubblico. read more

Tagliare la spesa per rilanciare il Paese

Tagliare la spesa per rilanciare il Paese

Lunedì 18 gennaio abbiamo avuto l’onore di presentare il libro di Carlo Cottarelli, “La lista della spesa”, insieme all’autore (oggi Direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale e, da ottobre 2013 a novembre 2014, Commissario straordinario per la revisione della spesa) e ad Alessandro de Nicola (Presidente dell’Adam Smith Society). Il volume, che ha finora avuto un meritato e straordinario successo, si legge come un bel romanzo che ci fa fare un viaggio, numeri alla mano, nei meandri della spesa pubblica italiana. Crediamo che dovrebbe essere una lettura obbligatoria per qualunque cittadino consapevole del fatto che nel 2014 (ultimo anno in cui si hanno dati certi) le varie amministrazioni pubbliche in Italia hanno speso oltre 835 miliardi di euro di soldi dei contribuenti, il tutto essenzialmente per tre cose: acquisti, personale e trasferimenti, o – per usare il linguaggio dell’autore – “ lo stato che acquista”, “lo stato che impiega” e “lo stato che stacca assegni”. Questa cifra può essere ampiamente ridotta sia spendendo meglio, aumentando quindi l’efficienza e diminuendo sprechi e duplicazioni inutili, che delimitando in maniera più chiara il perimetro d’azione dello stato, ovvero decidendo che alcune spese devono essere lasciate al mercato o eliminate del tutto, essendo solo spese clientelari. read more

Le liberalizzazioni, la strada maestra per la crescita

Le liberalizzazioni, la strada maestra per la crescita

Lo scorso 14 dicembre abbiamo presentato, in anteprima nazionale, l’edizione 2015 dell’Indice delle Liberalizzazioni, curato dall’Istituto Bruno Leoni, insieme a Rosamaria Bitetti (Coautrice del volume)., Giovanni Sallusti (Direttore de L’Intraprendente) e Carlo Gendarini (Presidente della Camera di Commercio di Lodi). Crediamo fermamente che le liberalizzazioni siano fondamentali per l’economia italiana in quanto costituiscono una politica a costo zero per il bilancio pubblico che funge da stimolo alla crescita economica, permettendo a nuovi attori di entrare in mercati precedentemente chiusi con l’effetto di produrre maggiore innovazione, maggiore attenzione ai bisogni del consumatore, maggiore efficienza e quindi minori prezzi di beni e servizi. Ma esse sono importanti soprattutto per ragioni di ordine morale: laddove esistono vincoli, freni, ostacoli, numeri chiusi, contingentamenti e divieti vengono precluse alcune libertà, di scelta da parte dei consumatori e di impresa da parte di potenziali imprenditori. Una vera politica liberalizzatrice deve arrivare quindi a garantire tre libertà: di entrata, di esercizio e di uscita. La libertà di entrata significa che devono essere rimossi gli ostacoli di natura legislativa, regolatoria o fiscale che impediscono a un operatore di entrare in un mercato. La libertà di esercizio significa che le scelte gestionali fondamentali devono essere di esclusiva pertinenza dell’imprenditore e non dipendere da norme decise e imposte da burocrati o legislatori. La libertà di uscita vuol dire che se un’impresa non riesce a soddisfare i bisogni del consumatore e continua a riportare delle perdite, essa deve semplicemente lasciare il mercato facendo spazio ad altre più innovative ed efficienti, senza invece ricevere aiuti pubblici inutili e controproducenti, per i contribuenti e per l’economia in generale. Ciò che conta quindi non è una inarrivabile, e per certi versi non auspicabile, concorrenza perfetta, ma una libera concorrenza. read more

Critica ai beni comuni e al benicomunismo

Critica ai beni comuni e al benicomunismo

Il testo collettaneo che abbiamo presentato lo scorso 5 novembre, “I beni comuni oltre i luoghi comuni” esamina una tematica estremamente importante, quella appunto dei beni comuni, portata al centro del dibattito dal lavoro di una “Commissione per la modifica delle norme del codice civile in materia di beni pubblici” (meglio nota come Commissione Rodotà) istituita nel 2008 con lo scopo di inquadrare l’intervento dello Stato negli allora imminenti processi di privatizzazione, che si risolse invece in una elaborazione ideologica volta a contrastare qualunque ipotesi di gestione privata in determinati campi. read more